ILDE

 

 Fu nel settembre del 2014 che incontrai per la prima volta Ilde, lì, sulla soglia del portone del palazzo in cui viveva.

Nonostante l’aspetto ed il comportamento da “pazza del quartiere”, rimasi estremamente colpito dalla luce dei suoi occhi. Così tanto colpito da voler conoscere meglio la storia dietro quello sguardo.

Attraverso questo progetto fotografico voglio condurre il lettore alla scoperta del mondo di Ilde attraverso un graduale viaggio nella sua intimità.

Ilde viveva al Pigneto, un quartiere romano, fin da quando appena ventenne si trasferì dalla Calabria per sposare Spartaco, l’amore della sua vita.

 

Il trauma per la precoce morte del marito ha portato questa donna a nascondere il proprio dolore dietro la maschera della pazzia, tagliando i fili con il mondo esterno e limitando la propria vita al suo appartamento allo stesso tempo amato castello di ricordi di una vita ormai lontana e prigione del presente.

 

Immergendomi per 2 anni nella vita di Ilde, ho assistito all'immobilità dei servizi sociali e alla superficialità del quartiere, in un Paese come l'Italia dove il tasso di anzianità è il più alto d'Europa e 538mila anziani versano in condizioni precarie.

 

Ho passato intere giornate ad apprezzare lo spirito di questa donna, diverso da qualsiasi altra persona che avessi mai incontrato, entrando in contatto con un'anima tanto femminile quanto trascurata, tanto forte quanto fragile.

spirito così diverso da ogni altra persona che avessi mai incontrato ed ho conosciuto un’anima tanto femminile quanto trascurata, tanto forte quanto fragile.

 

Yarin Trotta del Vecchio